Transalpina – Strada del Re
Alba, Alba ·
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## Introduzione avvincente e valore universale Nel cuore dei Carpazi Meridionali, là dove i monti Parâng si ergono maestosi verso il cielo, si snoda una delle più impressionanti imprese di ingegneria stradale del Sud-Est europeo: la Transalpina, la strada nazionale DN 67C. Questa strada, conosciuta anche come la "Strada del Re", non è solo l'arteria stradale più alta della Romania, raggiungendo l'abbagliante altitudine di 2.145 metri al Passo Urdele, ma anche un monumento del patrimonio culturale europeo, un filo che lega civiltà millenarie in un unico nastro d'asfalto che serpeggia sulla cresta dei monti. Nell'anno 2026, la Transalpina consolida il suo status di destinazione europea d'élite, occupando il quinto posto in una prestigiosa classifica stilata dalla compagnia Avis e presentata da Euronews Travel, che ha analizzato le strade più serpeggianti e pittoresche di tutta l'Europa. Con un punteggio di 73 su 100 punti, la strada romena supera percorsi celebri di Svizzera, Francia e Austria, collocandosi accanto al leggendario Passo dello Stelvio in Italia (primo posto, con 2.757 m di altitudine e 685 curve), allo spettacolare Passo del Furka in Svizzera (celebre per l'apparizione nel film di James Bond "Goldfinger"), alla Grossglockner High Alpine Road in Austria e al Trollstigen in Norvegia. Questo riconoscimento internazionale colloca la Transalpina tra le grandi strade alpine del continente, accanto ai passi che hanno fatto la storia fin dall'epoca romana. Con una lunghezza di 148 chilometri, la Transalpina attraversa quattro contee – Gorj, Vâlcea, Sibiu e Alba – e lega due mondi storici distinti: l'Oltenia, con le sue tradizioni millenarie di pastorizia, e la Transilvania, con il suo complesso patrimonio culturale, influenzato da secoli di convivenza romeno-magiara-sassone. Su un tratto di circa 20 chilometri, nelle contee di Gorj e Vâlcea, la strada assume il carattere di una vera e propria "strada di cresta", passando a pochi metri dalle vette maestose del Dengheru (2.084 m), della Păpușa (2.136 m), dell'Urdele (2.228 m), dell'Iezer (2.157 m) e del Muntinu (2.062 m), offrendo panorami mozzafiato e una sensazione unica di guidare "con la testa tra le nuvole". ## Radici storiche e connessioni europee maggiori La storia della Transalpina è profondamente radicata nelle grandi correnti della storia europea, a partire dall'antichità romana e continuando attraverso le epoche moderne con influenze asburgiche, tedesche e regio-monarchiche. Gli inizi di questa strada si perdono nella nebbia del tempo, tuttavia documenti storici attestano che il percorso corrisponde al cosiddetto "Corridoio IV Strategico Romano", costruito dalle legioni romane durante le guerre daciche (101-106 d.C.) sotto l'imperatore Traiano. Questa strada faceva parte dell'estesa rete di vie militari romane conosciute come Via Militaris, che collegavano le province imperiali e permettevano lo spostamento rapido di truppe e comunicazioni tra Roma e i confini dell'impero. Le legioni romane, nel loro cammino verso la conquista della Sarmizegetusa Regia, capitale del regno dace di Decebalo, aprirono strade attraverso le foreste dei Carpazi, e la Transalpina rappresenta, secondo gli storici, una delle più antiche rotte strategiche d'Europa, con un'età di oltre 1.900 anni. Dopo la caduta dell'Impero Romano, il percorso continuò a essere utilizzato, trasformandosi in un sentiero di transumanza, conosciuto nel popolo come la "Poteca Dracului" (Sentiero del Diavolo). I pastori della Mărginimea Sibiului, con i loro greggi di pecore, attraversavano i monti su questa strada stretta e pericolosa per raggiungere i pascoli della Țara Românească, preservando così una tradizione millenaria di migrazione stagionale che ricorda le rotte pastorali delle Alpi svizzere o dei Pirenei. Una nuova pagina della storia di questa strada si apre nel XVIII secolo, quando l'Oltenia entra sotto il dominio dell'Impero Asburgico, dopo la Pace di Passarowitz (1718). Nella sua opera fondamentale "Istoria Olteniei supt austriaci (1718-1739)", lo storico Constantin C. Giurescu mostra che già nell'anno 1731 le autorità austriache proponevano la costruzione di una strada transcarpatica sul percorso dell'antica strada di transumanza che legava la Transilvania all'Oltenia. L'ingegnere maggiore I.C. Weiss, inviato a cartografare la provincia, elaborò piani per fortificazioni e strade strategiche, e nel 1731 presentò a Sibiu rapporti dettagliati riguardanti la costruzione di una strada accessibile a carri e carichi pesanti tra le due province. Questa iniziativa asburgica rifletteva la politica espansionistica dell'Impero Austriaco, che cercava di integrare i territori conquistati nella sua rete economica e militare, allo stesso modo in cui l'Impero Romano aveva costruito le sue strade o in cui Napoleone avrebbe realizzato le grandi strade imperiali francesi nel XIX secolo. Tuttavia, il sogno asburgico di avere una strada transcarpatica moderna non si materializzò in quel periodo, e l'Oltenia tornò sotto dominio ottomano nel 1739, dopo la Pace di Belgrado. Solo nel periodo tra le due guerre, quando la Grande Romania si consolidava come stato nazionale unitario, la Transalpina avrebbe conosciuto il suo magnifico rinascimento. Avendo presenti gli insegnamenti della Prima Guerra Mondiale, re Carlo II di Romania volle avere a disposizione una strada strategica, per l'artiglieria di montagna trainata da cavalli, che potesse essere percorsa dalle truppe che si muovevano tra la Valacchia e la Transilvania. Per la determinazione del percorso della strada, il primo ministro Gheorghe Tătărescu partì personalmente in montagna da Novaci a Lotru, accompagnato da 20 cavalieri di Novaci, condotti dall'insegnante Ion D. Giurgiulan, segnando così l'inizio di una nuova epoca per questa rotta. I lavori di rifacimento decisi dal re ebbero luogo nel periodo 1934-1939, in un contesto geopolitico teso, quando l'Europa si dirigeva verso la Seconda Guerra Mondiale. All'inaugurazione della strada, nell'anno 1939, partecipò lo stesso re Carlo II, accompagnato dal futuro re Michele I, nonché dal primo ministro Gheorghe Tătărescu e sua moglie Arethia. Essi percorsero l'intero percorso della strada a bordo di un veicolo fuoristrada, al volante del quale si trovava addirittura re Carlo II, in un gesto simbolico che segnava l'importanza strategica e nazionale di questo progetto. Dopo l'inaugurazione, la strada fu conosciuta con la denominazione di "Strada Reale" o "Strada del Re", denominazione che sostituiva definitivamente la vecchia "Poteca Dracului" e che evocava, in modo deliberato, la tradizione delle grandi strade reali europee, da quelle dei re di Francia fino a quelle degli imperatori austriaci. Paradossalmente, la storia della Transalpina è segnata anche dalla presenza militare tedesca. Sia durante la Prima Guerra Mondiale, sia durante la Seconda, l'esercito tedesco – prima quello dell'Impero Tedesco, poi la Wehrmacht – riabilitò e lastricotò questa strada per ragioni militari strategiche. Durante la Seconda Guerra Mondiale, quando la Romania era alleata con la Germania nazista, gli ingegneri militari tedeschi utilizzarono questa via di accesso per il trasporto di truppe e materiale bellico tra i fronti dell'est e quelli del sud-est europeo. Questo legame con la tradizione ingegneristica militare tedesca – rinomata per la costruzione di strade in condizioni estreme, dalle Autobahn fino alle strade alpine della Baviera e dell'Austria – ha conferito alla Transalpina un carattere tecnico robusto, resistente nel tempo, che ha permesso la sua sopravvivenza fino ai giorni nostri. ## Capolavoro architettonico e patrimonio artistico La Transalpina rappresenta un vero capolavoro di ingegneria stradale montana, un dialogo impressionante tra uomo e natura che si svolge a oltre 2.000 metri di altitudine. Sui suoi 148 chilometri, la strada sale e scende attraverso paesaggi di una selvaggia rarità, attraversando quattro contee e offrendo panorami che rivaleggiano con le strade alpine più spettacolari dell'Europa Centrale. Il tratto più impressionante si estende tra la stazione sciistica Rânca e Obârșia Lotrului, su circa 20 chilometri, dove la strada assume il carattere di una "strada di cresta", correndo a breve distanza dalle vette maestose dei Monti Parâng. Il Passo Urdele, a 2.145 metri di altitudine, rappresenta il punto culminante dell'intero percorso e dell'intera catena montuosa carpatica per la circolazione stradale. Da qui, il panorama si apre in tutte e quattro le direzioni, comprendendo creste alpine, valli profonde e altipiani avvolti nella nebbia o splendenti sotto il sole. Nelle giornate serene, si possono scorgere i Monti Retezat a ovest, i Monti Făgăraș a est e l'intera depressione della Transilvania fino ai Carpazi Orientali. Questa posizione strategica ha fatto sì che il Passo Urdele fosse, nel corso dei secoli, un punto di passaggio vitale tra le due parti del paese, un "luogo d'incontro" tra culture e civiltà. Lungo il percorso, la Transalpina raccoglie un patrimonio naturale di eccezione, enquadrato in múltiples aree protette Natura 2000. Il Lago Gâlcescu, situato a 1.950 metri di altitudine, è il più esteso lago glaciale della zona di Gorj, con una lunghezza di 230 metri, una larghezza di 165 metri e una profondità massima di 10 metri. Questo lago, dichiarato monumento della natura e enquadrato in una riserva naturale geologica, floristica e paesaggistica già dal 1932, rappresenta una reliquia dell'era glaciale quaternaria, testimone silenzioso dell'ultima grande glaciazione che ha coperto i Carpazi. A soli dieci minuti a piedi dalla Cabana Obârșia Lotrului si trova la spettacolare Cascata dei Draghi (Cascada Dracilor), una caduta d'acqua di 12 metri di altezza che trae il suo nome dalle antiche leggende locali. Più avanti, il Lago Iezer, situato a 1.900 metri di altitudine presso le sorgenti del fiume Gilort, completa questo paesaggio da favola, offrendo un quadro idilliaco per escursioni e contemplazione. Sul lato nord della strada, in prossimità del Lago Oașa, si estende un paesaggio di una bellezza sconvolgente, immortalato nella letteratura romena dal grande scrittore Mihail Sadoveanu. Qui, sulla Valle Frumoasei, nei Monti Șureanu, si trova l'ex capanna di caccia di Sadoveanu, costruita nel 1927, dove questi si ritirava per scrivere e cacciare, lontano dall'agitazione della capitale. Il luogo, chiamato da Sadoveanu "Il Paradiso della Valle Frumoasei" o "Il Paradiso di Oașa Mică", ha ispirato opere come "Vallea Frumoasei" (1938) e "I racconti di Bradu' Strâmb" (1941), libri che hanno reso nota in tutto il mondo la bellezza di questi luoghi. Attualmente, sia la capanna di Sadoveanu, sia la vecchia capanna Oașa e il celebre pino storto si trovano sotto le acque della diga Oașa, un lago di accumulo di una bellezza particolare, con acque limpide in cui si riflette il cielo. La modernizzazione della strada, iniziata nel 2009 e parzialmente completata, ha rappresentato uno sforzo finanziario e tecnico considerevole, l'investimento messo a gara ammontando a 1,3 miliardi di lei. Tuttavia, la Transalpina rimane una "strada in costruzione" in senso giuridico, con restrizioni di circolazione e carenze per quanto riguarda gli elementi di sicurezza su certi tratti, in particolare tra Obârșia Lotrului e la Diga Oașa. Questo status paradossale – di strada moderna, ma ancora in costruzione – riflette le difficoltà amministrative e finanziarie di un progetto ambizioso in una zona protetta Natura 2000, dove la legislazione europea impone studi di impatto ambientale rigorosi, studi che, nel caso della Transalpina, furono omessi inizialmente, generando uno scandalo ambientale a livello europeo. ## Leggende, personalità e momenti di svolta La Transalpina è avvolta in leggende e storie che le conferiscono un'aura di mistero e fascino. La più antica di queste è la "Poteca Dracului" (Sentiero del Diavolo), nome che evoca il pericolo e la selvatichezza del percorso ai tempi in cui non era che un sentiero stretto, battuto dagli zoccoli delle pecore e dagli scarponi dei pastori. Si dice che il nome derivi dal fatto che, nelle notti buie, il vento fischiava tra le rocce in un modo spaventoso, o che i pastori, passando di qui con i greggi, incontravano animali selvatici come lupi e orsi, dando vita a storie di spiriti maligni che appostavano nella notte. Un'altra leggenda locale, tramandata di generazione in generazione, sostiene che alla fine del XVIII secolo e all'inizio del XIX, ogni famiglia dei villaggi sul percorso partecipò alla costruzione di una porzione di strada, in funzione delle sue possibilità fisiche e finanziarie. Così, la strada sarebbe stata costruita "con le mani degli uomini", ogni capofamiglia contribuendo con lavoro e materiali, un esempio precoce di solidarietà comunitaria che ricorda le tradizioni di costruzione collettiva nei villaggi alpini svizzeri o bavaresi. La personalità più strettamente legata alla Transalpina rimane re Carlo II, colui che inaugurò la "Strada del Re" nel 1939. Il re, appassionato di automobilismo e di progresso tecnico, volle che questa strada fosse non solo una via di comunicazione militare, ma anche un simbolo della modernizzazione della Romania, della capacità del paese di realizzare grandi opere infrastrutturali paragonabili a quelle dei paesi occidentali. Nel giorno dell'inaugurazione, la colonna reale, guidata da Carlo II stesso al volante, percorse l'intero percorso da Novaci a Săliște, un viaggio di otto ore che, ai giorni nostri, si realizza in circa tre ore. La presenza del giovane principe Michele, futuro re Michele I, accanto a suo padre, segnò un momento di continuità dinastica e di speranza per il futuro del paese, in un periodo in cui le nubi della guerra si addensavano già all'orizzonte dell'Europa. Un'altra figura emblematica è il primo ministro Gheorghe Tătărescu, colui che, in qualità di capo del governo, coordinò personalmente il riconoscimento del terreno e inaugurò i lavori di costruzione sull'altopiano di Novaci. Insieme a lui, l'insegnante Ion D. Giurgiulan e i 20 cavalieri di Novaci aprirono la strada ai lavoratori che avrebbero trasformato il sentiero in una strada reale. Questi uomini, in gran parte anonimi, rappresentano lo spirito dei pionieri, di coloro che hanno messo la spalla alla costruzione di un'opera che avrebbe resistito per secoli. Non può essere trascurata nemmeno la personalità letteraria di Mihail Sadoveanu, il grande scrittore romeno che trovò nei paesaggi della Transalpina l'ispirazione per alcune delle pagine più belle della letteratura romena. La sua capanna di Oașa, costruita nel 1927 sul terreno offerto dal suo amico Ionel Pop, fu testimone di serate tranquille di creazione, ma anche di momenti di rifugio durante i bombardamenti alleati su Bucarest nell'estate del 1944. Sadoveanu descriveva questi luoghi come "l'impero delle selvatichezze, finché durano i monti e le rupi", e le sue opere contribuirono in modo decisivo a promuovere questi luoghi come destinazioni turistiche di valore universale. Un momento di svolta drammatico nella storia recente della Transalpina è lo scandalo ambientale che accompagnò i lavori di modernizzazione iniziati nel 2009. L'Agenzia Nazionale per la Protezione dell'Ambiente (ANPM) confermò che i lavori si erano svolti in assenza di un accordo ambientale, la richiesta essendo stata respinta nell'ottobre 2011, poiché i lavori erano già stati eseguiti in proporzione superiore all'80%. Secondo la legislazione europea, vale a dire la Direttiva del Consiglio UE n. 85/337/CEE, un accordo ambientale non può essere rilasciato retroattivamente, e per ottenerlo era necessario uno studio di impatto ambientale, procedura omessa prima dell'inizio dei lavori. Questo scandalo mise in evidenza la tensione tra lo sviluppo infrastrutturale e la protezione del patrimonio naturale, un dibattito che continua a essere attuale in tutta l'Europa, dai progetti di autostrade attraverso le Alpi fino a quelli dei Carpazi. ## Guida pratica alla visita e l'esperienza del turista di oggi Per il viaggiatore contemporaneo che desidera sperimentare la magia della Transalpina nell'anno 2026, è essenziale conoscere il programma di circolazione e le restrizioni imposte dalle autorità stradali. Essendo una strada montana di alta altitudine, la Transalpina è chiusa nel periodo invernale sul tratto alpino, in particolare tra la stazione sciistica Rânca e Obârșia Lotrului, tratto che rimane coperto di neve per oltre sei mesi all'anno, generalmente da novembre a maggio. L'apertura ufficiale della circolazione varia di anno in anno, in funzione delle condizioni meteorologiche e dello scioglimento delle nevi, essendo stabilita da una commissione CNAIR dopo la valutazione dello stato della strada. Nell'anno 2026, la circolazione stradale sul tratto compreso tra Rânca (km 34+800) e Curpăt (km 79+200) è stata riaperta ufficialmente venerdì 29 maggio 2026, a partire dalle ore 09:00, dopo le verifiche di una commissione formata da rappresentanti di CNAIR, DRDP Craiova e DRDP Cluj. Fino al 30 giugno 2026, la circolazione è permessa nell'intervallo orario 09:00-20:00, e dal 1 luglio fino al 31 agosto, il programma si prolunga tra le ore 07:00 e 21:00. Dal 26 settembre, il programma si riduce nuovamente all'intervallo 09:00-18:00. La chiusura definitiva per l'inverno ha luogo di solito nella seconda metà di ottobre, nel 2025 essendo stata annunciata per il 20 ottobre, tuttavia la data esatta per il 2026 deve essere stabilita dalle autorità in funzione del tempo atmosferico. Le restrizioni di circolazione sono rigide e devono essere rispettate con rigore. Sul tratto di cresta, la velocità massima consentita è di soli 30 km/ora, e l'accesso è vietato ai veicoli a motore con massa totale massima autorizzata superiore a 3,5 tonnellate. Queste misure sono necessarie per la sicurezza della circolazione su una strada stretta, con curve a gomito ripide e con visibilità variabile a causa della nebbia frequente a questa altitudine. Il regime giuridico della strada rimane "strada in costruzione", la circolazione svolgendosi di giorno e a proprio rischio, con segnaletica stradale provvisoria su certi tratti. L'itinerario classico di una traversata completa della Transalpina parte dalla città di Novaci, contea di Gorj, un centro storico con tradizioni legate alla pastorizia e alle leggende daciche, situato ai piedi dei Monti Parâng. Da qui, la strada sale verso la stazione sciistica Rânca, situata a 1.600 metri di altitudine, la stazione montana più alta della Romania, un paradiso per gli amanti dello sci d'inverno e delle escursioni d'estate. Rânca offre numerose opzioni di alloggio, dagli hotel moderni alle pensioni tradizionali, e ristoranti dove si possono gustare piatti specifici della zona: bulz, polenta con formaggio e panna, salsicce affumicate e trota fresca. Da Rânca, la strada continua verso nord, salendo verso il Passo Urdele, punto culminante del percorso a 2.145 metri. Qui, una sosta è obbligatoria per ammirare il panorama a 360 gradi sulle creste alpine. Nelle vicinanze si trova l'altopiano Muntinu, dove le bancarelle dei venditori locali offrono souvenir, prodotti tradizionali e spuntini caldi. Scendendo verso Obârșia Lotrului, la strada passa accanto al Lago Gâlcescu, accessibile tramite un'escursione di circa due ore sul segnavia a banda rossa, e accanto alla Cascata dei Draghi, situata a soli dieci minuti a piedi dalla capanna Obârșia Lotrului. Continuando verso nord, la strada passa accanto alla Diga Oașa e al Lago Oașa, un lago di accumulo di una bellezza particolare, circondato da foreste di abete rossi e abeti bianchi, dove si riflette il cielo e dove si può pescare o fare gite in barca. Qui si trova anche l'ex capanna di Mihail Sadoveanu, ora sotto le acque del lago, ma la zona conserva ancora l'aura letteraria e spirituale del grande scrittore. Dal Lago Oașa, la strada scende verso la Valle del Sebeș, passando per località con tradizioni sassoni e romene, fino alla città di Sebeș, contea di Alba, una delle città più antiche della Transilvania, con una cittadella medievale impressionante e con la Chiesa Evangelica, monumento di architettura gotica. Per coloro che desiderano esplorare anche i dintorni, la zona offre numerosi obiettivi complementari: la Grotta delle Donne (Peștera Muierilor) e la Grotta di Polovragi, situate nelle vicinanze di Novaci, con formazioni carsiche spettacolari e leggende sui tesori nascosti dai banditi; il Monastero di Oașa e il Monastero di Obârșia Lotrului, luoghi di culto ortodossi isolati in montagna, vere oasi di pace spirituale; le stazioni sciistiche Transalpina e Șureanu, per gli amanti degli sport invernali. Inoltre, ogni anno, nel mese di settembre, sul tratto di curve a gomito tra Novaci e Rânca si svolge il Campionato Nazionale di Velocità in Salita, tappa Rânca, un evento che attrae gli appassionati di automobilismo da tutto il paese e dall'Europa. La Transalpina rimane, così, non solo una strada, ma un'esperienza completa, un viaggio nel tempo e nello spazio che lega l'antichità romana al presente europeo, la natura selvaggia alla civiltà umana, e l'Oltenia alla Transilvania in un unico respiro di montagna. Per il viaggiatore europeo che cerca autenticità, avventura e bellezza inalterata, la Transalpina rappresenta una destinazione ineguagliabile, un luogo dove l'Europa rivela ancora i suoi misteri e il suo splendore particolare, a oltre 2.000 metri sul livello del mare.